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Stefano Miglietti: un avventura di 550 km attraverso i deserti di M’Hamid el Ghizlane

stefano miglietti

Attraversata e concatenamento dei deserti di M’Hamid el Ghizlane nell’antica terra delle tribù nomadi di “Taragalte”

All’estremo sud-est del Marocco esiste una zona estremamente arida e inospitale che racchiude ben 4 deserti di sabbia, due piane desertiche di roccia e sabbia, altopiani rocciosi ed è percorsa dal letto caldo del fiume Draa, bagnato dall’acqua solo poche ore all’anno.

il percorsoQuesto territorio, chiamato dai nomadi “terra delle tribù di M’Hamid”, è un posto magico e dai contorni indefiniti, una specie di “non luogo” per la sua posizione alla fine del mondo e all’inizio del deserto, l’incrocio di poche strade che vanno a perdersi nel nulla per dare inizio al deserto del Sahara, a pochi passi dall’Algeria. L’oasi di M’Hamid el Ghizlane, un avamposto alle porte del grande deserto africano, si trova a due passi dal confine algerino, un tempo importante tappa commerciale sulla rotta delle carovane che attraversavano il Sahara ed erano dirette dal Marocco verso la mitica città di Timbuctù nel Mali.

Il deserto qui è un ambiente rosso ed il terreno è compatto, fatto di pietrisco e sabbia che inizia a cedere il passo a quello di sola sabbia a qualche chilometro di distanza. Il piccolo paese cambia aspetto con il variare del vento, avanzando o arretrando a seconda della sabbia trasportata e depositata, mutando così la propria morfologia più volte al giorno per effetto del vento.

Qui avrà inizio l’avventura di Stefano che cercherà di concatenare a piedi tutti i quattro Erg (importanti formazioni di dune di sabbia) presenti in questo territorio ed i due plateaux rocciosi, tecnicamente chiamati Hammada, seguendo un lungo ed insolito percorso mai affrontato persino dai nomadi locali.

Un tentativo mai compiuto da nessuno fino ad oggi

 

La distanza da percorrere sarà di circa 550 Km. con un notevole dislivello positivo, un percorso lungo, molto articolato e difficile per la continua variazione del tipo di terreno. Gli stessi nomadi non si inoltrano del cuore degli Erg per la difficoltà a muoversi a piedi e con gli animali tra le imponenti dune di sabbia e mai hanno percorso il letto del fiume Draa per così tanti Km.

Le tribù nomadi si muovono solo nella parte esterna degli Erg ed allestiscono eventuali campi con tende solo ai bordi dei deserti. Stefano tenterà invece di attraversarli completamente, passando dove nessuno osa inoltrarsi.

il paese

Stefano inizierà questa nuova avventura dal villaggio di M’Hamid el Ghizlane (una volta chiamato Taragalte), dirigendosi verso Sud-Ovest attraverso una terra dura, chiazzata di sale ed argilla come fosse una strana crosta di ghiaccio, percorsa dai dromedari allo stato brado, luogo di rifugio per le capre selvatiche, i Fennec, rettili, scorpioni e punteggiata dagli arbusti velenosi noti come i “Meli di Sodoma” (Calotropis Procera). Il primo deserto che affronterà Stefano sara l’Erg Ezzahar. Si tratta di un deserto con formazioni dunarie complesse, sempre in movimento, caratterizzate da un colore rossastro. Procederà poi sempre in direzione Ovest verso l’Erg Smar meno esteso del primo ma sempre con dune di rilievo.

Stefano, dopo aver piegato verso Nord Ovest, si sposterà ancora a Sud per entrare nell’arido letto del fiume Draa e lo percorrerà verso Ovest in direzione dell’Oceano Atlantico.

Dopo circa 150 km aggirerà un altopiano in direzione Nord passando per alcuni valichi per poi dirigersi, superato il Jebel Hamsailikhm, verso l’oasi di Foum Zguid per attraversare in andata e poi anche in ritorno l’omonima piana desertica, l’Hammada Zguid. Da qui poi l’avventura proseguirà verso Est in direzione del lago Iriki in un paesaggio fra i più aridi e disabitati del Marocco.

Stefano attraverserà la distesa piatta e secca del Lago Iriki, dal 1994 inserito nei parchi naturali del Marocco, una volta un vero e proprio bacino naturale, ad oggi bagnato solo per pochi giorni all’anno per effetto dei cambiamenti climatici del pianeta.

A nord di questo percorso si trova la catena montuosa del Jebel Bani, una barriera naturale che contrasta l’avanzare del deserto di sabbia. A Sud invece si trovano ancora dune e insolite formazioni rocciose spaccate dal caldo torrido e modellate dai forti venti che regolarmente spirano in questo territorio.

L’avventura

hammadaAttraversato il parco Naturale del Lago Iriki, Stefano poi si dirigerà in direzione est verso l’Erg Chegaga. L’Erg Chegaga é la formazione di dune di sabbia più importante del Marocco e tra le più imponenti e insidiose di questa parte del deserto del Sahara. Dune dorate alte fino ad oltre 300 metri che rapiscono lo sguardo, preda della fascinazione di questo ambiente selvaggio, con la sabbia di color brace ardente, il violento contrasto fra ombre e luci che abbaglia, il vento che sospinge le onde di questo mare di sabbia, in perenne movimento e mutamento.

Attraversato l’Erg Ghegaga, muovendosi lungo i piedi del Jebel Bani, Stefano poi si dirigerà verso est in un ambiente ostile e molto, molto arido e caldo, fatto di roccia e sabbia in direzione dell’Erg Lihoudi. Il cammino proseguirà poi verso nord. In questa zona non vi sono piste da seguire. Il terreno è vergine e Stefano dovrà avvalersi della sua esperienza per capire dove sarà meglio passare e in che modo affrontare le imponenti dune degli Erg che incontrerà lungo il percorso.

Attraversato l’Erg Lihoudi, valicato il Jebel Bani, Stefano tornerà a camminare in direzione Sud, muovendosi lungo tutto il Wadi Errha, per costeggiare ed aggirare alcuni altopiani che lo porteranno ad affrontare l’ultima attraversata, quella dell’estesa piana desertica di M’Hamid.

ergStefano concluderà questa sua lunga avventura nell’antica Kasbah di M’Hamid. La partenza e’ prevista nel mese di Novembre. Come tutte le avventure di Stefano anche questa avrà uno sfondo benefico. In collaborazione con l’associazione Valtrompiacuore (associazione informativa per la prevenzione delle malattie cardiovascolari) daremo un contributo per realizzare un “Percorso di riabilitazione” per pazienti cardiopatici ricoverati presso la Riabilitazione Cardiologica dell’ASST Spedali Civili di Brescia, Presidio Ospedaliero di Gardone Val Trompia (BS). In collaborazione con ESA (associazione che si occupa della prevenzione del tumore al seno) sosterremo in toto il progetto “Bella anche in Ospedale”, progetto attraverso il quale viene insegnato alle pazienti sottoposte a chemioterapia l’arte del trucco, regalando poi il necessario per effettuarlo.

 

Biografia

stefano-migliettiStefano Miglietti nasce nel 1967. Padre di tre figli, Davide Giulia e Anna. Lavora come imprenditore da quando ha 23 anni. Suo padre gli trasmette un grande amore per la natura e per lo sport, così fin da molto giovane inizia a praticare tennis raggiungendo un livello agonistico. Lasciato il tennis si dedica al Rugby. L’amore per la natura lo porta poi a scegliere l’alpinismo e lo sci-alpinismo, lo sport che più racchiude in se le caratteristiche che lo interessano e lo stimolano. Il suo carattere solitario, la sua tenacia e determinazione gli permettono di affrontare avventure che richiedono autosufficienza e capacità di superare sia disagi fisici che mentali.

Nel 2003 fonda l’Associazione AVVENTURANDO per condividere la passione per l’avventura e la natura insieme ad alcuni strettissimi amici. Stefano per gli amici è il “Miglio”.

A febbraio 2003 partecipa alla manifestazione Susitna 100, nota gara podistica che si tiene in Alaska e che copre un itinerario di 160 Km tra i ghiacci. Qui si qualifica al 5° posto. A dicembre 2003 Stefano é stato soprannominato anche “Rajil Cra”. Questo nome gli é stato dato dai Tuareg che lo hanno accompagnato durante l’attraversata del deserto del Murzuq. Partito il 7 dicembre dalla omonima città di Murzuq, il 13 dicembre Stefano completa l’attraversata dell’arido deserto, percorrendo oltre 380 Km e superando un dislivello positivo di oltre 12.000 metri in meno di 6 giorni.(Primo uomo al mondo ad attraversare il Murzuq) A febbraio 2005 partecipa alla competizione Yukon Artic Ultra, corsa in mezzo ai ghiacci del Canada, vincendo la manifestazione sportiva.(500 km con temperature che hanno raggiunto i –40°) A gennaio 2006 attraversa il deserto egiziano “Gran Mare di Sabbia” (the Great Sand Sea), in completa autosufficienza. Per realizzare questa avventura, Stefano si é trainato per tutto il deserto uno speciale carrettino con ruote, contenente scorte di acqua, cibo ed attrezzature di sopravvivenza. Ad oggi nessun uomo ha mai attraversato un deserto di sabbia così esteso in questo modo.(435 km in 5 giorni e 1 h)(Primo uomo al mondo ad attraversare il Gran Mare di Sabbia)

A dicembre 2006 attraversa il deserto egiziano “Gilf Kebir” percorrendo un tragitto di 340 Km in soli 3 giorni e 5 ore.(Primo uomo al mondo ad attraversare il Gilf Kebir) A febbraio 2007 vince insieme all’amico Chicco Ghidoni l’edizione 2007 della Yukon Arctic Ultra stabilendo il record assoluto della gara. In soli 5 giorni e 6 ore, hanno percorso insieme l’intero tragitto della categoria “320 miglia” in condizioni ambientali veramente avverse e trainandosi una slitta del peso di 20 Km. Il termometro in quei giorni ha registrato spesso temperature sotto lo zero di -40°C.

miglietti stefanoA settembre 2008 attraversa in solitaria il deserto egiziano detto “Kharafish” che divide l’oasi di Farafra dall’oasi di Dakhla. Un terreno di sola sabbia e dune, mai attraversato da nessuno a piedi. Il Kharafish é il quarto deserto attraversato a piedi da Stefano. Questa volta l’attraversata é avvenuta in velocità, riposandosi il meno possibile e marciando anche di notte. Stefano ha coperto l’intero tragitto di 200 Km. in 44 ore.(Primo uomo al mondo ad attraversare il Kharafish).

A Gennaio 2011 Stefano stabilisce il record del mondo di 10 maratone non stop . La lunga corsa è iniziata in Egitto il 28 Gennaio 2011 alle ore 10:30 AM in prossimità del Deserto Nero (Black Desert), toccando il Deserto Bianco (White Desert) e sfiorando il Gran Mare di Sabbia (Great Sand Sea). La lunga sequenza di 10 maratone, senza riposo, si é conclusa dopo 422 Km di corsa in mezzo al deserto !!!!! Dopo 52 ore e 30 minuti, alle 15:00 del 30 Jan. 2011, Stefano ha portato a termine questa

A Novembre 2012 Stefano attraversa in solitaria la depressione di Qattara in Egitto.. Dopo 38 ore dalla partenza ha attraversato per intero la depressione correndo per 250 Km senza acqua e senza cibo.(Primo uomo al mondo ad attraversare la depressione di Qattara).

Stefano ha sempre donato tutto il ricavato delle sue avventure in beneficenza:

in questi anni e’ riuscito a far costruire un pozzo in una maternita’ del Congo,ha contribuito alla costruzione di un ostello in Sri Lanka e alla costruzione di una casa di accoglienza in Sudan.

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