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Discovery Kenya 2023 – Day 4

In viaggio verso le verdi Nandi Hills.

Oggi ci muoviamo in direzione delle Nandi Hills, le verdissime colline delle piantagioni di tè dove sorge il training camp costruito qualche anno fa con il supporto di Stanley Biwott, vincitore della Maratona di New York nel 2015.

Il viaggio dura circa un’ora e attraversiamo villaggi popolatissimi. Oggi è anche il giorno del mercato del bestiame… quanta gente! Leggo negli occhi dei miei compagni la voglia di scendere dalla jeep per andare a dare un’occhiata, ma non possiamo fermarci. Gli atleti del camp ci stanno già aspettando! Li raggiungiamo e dopo alcuni chilometri di strada ci addentriamo in una delle innumerevoli piantagioni di tè di cui sono tappezzate queste colline.

L'allenamento e la colazione.

Sono 15 km di variazioni in un saliscendi continuo. Gli atleti partono e noi cerchiamo di seguirli, non senza qualche difficoltà, per poter documentare lo spettacolo! Il gruppo, in cui vi sono nomi celebri come Dickson Chumba e Titus Kipruto, avanza lungo la lingua di terra rossa che divide una piantagione dall’altra e da lontano sembrano immersi nel verde, un verde che non è facile descrivere. “Good job” dice l’allenatore. Qualche breve esercizio di stretching, un po’ d’acqua e poi ci dirigiamo al camp. Facciamo colazione con loro a base di ottime frittelle, frullato di frutta fresca e mixed tea, il tipico tè che viene bollito in acqua e latte.

Il training camp di KAPSABET.

Il training camp di Kapsabet è una struttura semplice ma efficiente che può ospitare fino a 25 atleti. Ha una sala per la fisioterapia, la palestra ed un ampio giardino esterno. Scambiamo due chiacchiere con gli atleti ai quali chiediamo informazioni sulle prossime gare e scattiamo loro qualche foto. Il tempo vola e noi abbiamo in programma da rispettare.

Le piantagioni di tè.

Le piantagioni di tè si estendono per chilometri, interrotte solo da strade sterrate di terra rossa. È facile perdersi perché non vi sono punti di riferimento, una distesa di intenso e brillante verde. Le piante di tè vengono mantenute all’altezza di circa 80 cm, le foglie sono lisce e lucide e sembrano riflettere la luce del sole che salendo si fa via via più intenso.

Ad interrompere l’uniformità di questo enorme tappeto verde ci sono loro, i raccoglitori di tè. Indossano pesanti grembiuli colorati che si vedono da lontano e stivali di gomma per proteggersi dargli arbusti pungenti del tè.  Il loro lavoro consiste nello strappare il germoglio più fresco di ogni pianta e gettarlo rapidamente nella cesta che portano sulla schiena. Quando la cesta è colma, il contenuto viene pesato, registrato e portato alla fabbrica. Più veloce è il raccoglitore e maggiore sarà il suo guadagno. Nonostante il duro lavoro, il viso cotto dal sole e le mani rovinate sono sorridenti e curiosi e si prestano volentieri ad essere fotografati.

La fabbrica del tè.

Siamo riusciti a prenotare la visita ad una fabbrica del tè dove ci viene spiegato il processo che dalle foglie appena raccolte porta al prodotto finito che, in questo caso, viene esportato per il 90%. Attraverso un processo di deumidificazione le foglie vengono poi triturate finemente e la pasta viene seccata fino a che non diventa il prodotto finito che viene imballato in grossi sacchi per essere poi inviato all’estero. È davvero molto interessante. Concludiamo la visita degustando una tazza di questa ottima bevanda, facciamo qualche acquisto e poi ci rimettiamo in viaggio.

Il pensiero di Alberto Malinverni, film maker di Discovery Kenya 2023.

Un mare verde, con fiumi rossi, e uomini come uno sciame interconnessi tra loro energicamente: tutto questo è come appare in un frame l’allenamento di oggi. Siamo immersi nelle piantagioni da tè, il gruppo di maratoneti solca impetuoso il nastro di terra rossa, terra che oggi mi ritrovo non solo nello zaino ma anche negli occhi, sulla pelle e nel cuore. Battiti di ritmi serrati, cadenze tribali che scandiscono l’avanzare dei chilometri e della propria esistenza votata alla corsa. È un legame tutto da provare quando provo ad avvicinarmi alla loro pancia, il ventre del gruppo, la madre energia che ti trascina finché il cuore scoppia. Ho provato a correre con i migliori al mondo, ho provato sensazioni antiche, ho ritrovato pulsioni di vita. Filmare al Discovery Kenya è anche questo.” – Alberto Malinverni

Oggi, nonostante la giornata sia stata più leggera, siamo tutti più stanchi e ne approfittiamo per un pisolino durante il tragitto di rientro in hotel. Un’altra giornata intensa sta volgendo al termine e ci ha regalato nuove e diverse emozioni. Non è facile esprimere ciò che il viaggio regala ad ognuno di noi…

Credits:

Immagini: Fabiana Zanola

Video: Urban produzioni

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